Non sono vizi, sono bisogni!...

All'interno dell'utero il bambino assume una forma ovoidale che deriva da un adattamento al volume dell'utero che lo contiene. La testa è flessa sul tronco, la colonna è incurvata in avanti e c'è una prevalenza del tono flessorio di gambe e braccia, quasi sempre incrociate tra loro.

Dentro l’utero il bambino è nudo, contenuto nel sacco amniotico e immerso nel caldo liquido amniotico. La stimolazione del suo corpicino è morbida, fluida, dolce.. Soprattutto verso il termine della gravidanza, si trova in uno spazio sempre più stretto. 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼, 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

𝚂𝚎 𝚙𝚊𝚛𝚝𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚙𝚛𝚘𝚙𝚛𝚒𝚘 𝚍𝚊𝚕𝚕’𝚎𝚜𝚙𝚎𝚛𝚒𝚎𝚗𝚣𝚊 𝚍𝚎𝚕 𝚋𝚊𝚖𝚋𝚒𝚗𝚘 𝚎 𝚍𝚊 𝚌𝚒𝚘̀ 𝚌𝚑𝚎 𝚌𝚘𝚗𝚘𝚜𝚌𝚎, 𝚌𝚘𝚖𝚎 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚙𝚎𝚗𝚜𝚊𝚛𝚎 𝚌𝚑𝚎, 𝚍𝚘𝚙𝚘 𝚕𝚊 𝚗𝚊𝚜𝚌𝚒𝚝𝚊, 𝚙𝚘𝚜𝚜𝚊 𝚜𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚌𝚘𝚖𝚙𝚕𝚎𝚝𝚊𝚖𝚎𝚗𝚝𝚎 𝚍𝚒𝚜𝚝𝚎𝚜𝚘 𝚒𝚗 𝚞𝚗𝚊 𝚌𝚞𝚕𝚕𝚊 𝚙𝚛𝚒𝚟𝚊 𝚍𝚒 𝚌𝚘𝚗𝚏𝚒𝚗𝚒?

Appena usciti dalla pancia della mamma i neonati hanno bisogno di ritrovare alcune sicurezze.. di trovare una continuità con l’ambiente appena lasciato.. Non è semplice perchè l’utero della mamma è quasi “il contrario” di ciò che lo aspetta fuori. Alla nascita le braccia delle mamma saranno la protezione di cui lui ha bisogno.

Sostenerli con il "contenimento" restituisce loro i confini dell'utero materno, a cui erano abituati durante la gravidanza. In qualsiasi momento, posare una mano ferma sul capo del neonato e una a raccogliere le gambette verso il suo petto può aiutarlo a rilassarsi e tranquillizzarsi.

𝗨𝗻 𝗻𝗲𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝘂𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗱𝗿𝗲. 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘃𝗶𝘇𝗶, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶.



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